Ad Agrigento arrivano Le Vie dei Tesori




La biblioteca Lucchesiana

Ferma nel tempo, come una cartolina al sole. “La più bella città dei mortali”, a sentire Pindaro, aveva un’agorà enorme, 50mila metri quadrati, seconda solo a quella di Atene: e templi magnifici, che guardavano verso il mare. Forse è per questo, per lo splendore dell’antica Akragas, che la città nell’immaginario collettivo (e turistico) è rimasta ferma a quell’epoca. Dimenticandosi perfino degli stupri che ha subito poi, con i “tolli” – i palazzi di cemento – costruiti sui fianchi della collina, nelle viscere del centro storico, perfino vicino all’Acropoli. Agrigento non è soltanto la Valle dei Templi, anche se il turista abbagliato la potrebbe facilmente identificare: è Girgenti antica, sta nei palazzi delle nobili famiglie che vivevano in disparte; negli sconosciuti e impenetrabili ipogei che corrono sotto il suo centro storico, quelli che fanno scrivere al cronista del XIV secolo Al Muquaddasi che qui si beveva “l’acqua dei pozzi”. La vera Agrigento vive nella memoria del quartiere arabo, che racconta la conquista musulmana e poi la restaurazione normanna, e infine la deportazione dei “saraceni” nel 1200 da parte dell’imperatore Federico II. Sta nello splendore delle chiese barocche, sta nella Cattedrale che è il simbolo dolente della bellezza e della fragilità della città. Ed anche nella Valle dei Templi, anche se indagata al di fuori dei percorsi abitudinari, alla scoperta dei suoi giardini segreti o del teatro ellenistico, visitabile a cantiere aperto.
Le Vie dei Tesori vuole recuperare tutto questo. Memoria, orgoglio, senso di identità. Per raccontarli in quella maniera inedita che è ormai il segno distintivo del Festival palermitano che dopo 10 anni ha deciso di allargarsi all’intera Sicilia, dopo aver guadagnato, per il secondo anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini di Senato, Camera, Ministero dei Beni culturali, ed aver contribuito alla designazione di Palermo a Capitale italiana della Cultura 2018. L’anno scorso Le Vie dei Tesori ha chiuso l’edizione 2016 con un totale di 215 mila visitatori in 15 giorni: quanti ne fa il Colosseo, il luogo più visitato d’Italia; con una ricaduta di ricchezza turistica per Palermo di oltre due milioni e mezzo di euro.

Diciannove luoghi in tutto: Le Vie dei Tesori esplorerà – per due weekend, dal 15 al 17 settembre, poi dal 22 al 29, anteprima della nuova sfida del capoluogo, che sarà come da tradizione, nei cinque fine settimana di ottobre – la città discreta che fugge le grandi masse turistiche, che mostre la sue viscere ancora in gran parte inesplorate; le chiese sontuose, tra pizzi serpottiani e magnificenze barocche, ma anche le sconosciute collezioni librarie. Un patrimonio straordinario che, con Le Vie dei Tesori, si mostra con l’orgoglio della sua storia: ai cittadini, che attraverso i luoghi, recuperano memoria e senso d’identità; e ai turisti, che già numerosi arrivano in città.
Diciannove luoghi da scoprire grazie alla collaborazione con Coopculture e con altre associazioni ed istituzioni del territorio. “Le Vie dei Tesori sono state capaci di valorizzare le bellezze siciliane in maniera innovativa e moderna, capace di attivare una sinergia in un territorio bellissimo finora percepito solo per singole “emergenze” – interviene il direttore di Coopculture, Letizia Casuccio – Scoprire Agrigento, dove Coopculture è impegnata nella gestione della Valle dei Templ, permetterà di accrescere il senso di appartenenza e creare sul territorio una rete tra abitanti, turisti, e le diverse realtà locali. Archeologi esperti in comunicazione, operatori didattici e addetti ai servizi di accoglienza saranno tra coloro che guideranno le visite al Tempio di Demetra, alle fondamenta della Chiesa di San Biagio e agli scavi a cantiere aperto del Teatro Ellenistico. Coopculture – portando con sé la sua storia, i suoi valori, l’idea di cultura del servizio e del lavoro – intende creare e sostenere una sinergia tra le diverse realtà che si occupano dell’offerta culturale, turistica e sociale sul territorio: Il Parco della Valle dei Templi, la Diocesi di Agrigento, la Farm Cultural Park, City of the Temples”.

“Per Palermo Le Vie dei Tesori è stata ed è, una grande occasione di riappropriazione della città da parte dei cittadini e di promozione verso il mercato turistico – dice Laura Anello, giornalista e presidente dell’associazione Onlus che organizza la manifestazione – speriamo lo sia anche a Agrigento, dove le rovine dell’antica Akragas si mischiano a nobili palazzi, ipogei segreti, le mille chiese rinascimentali e barocche, che ritornano alla luce, grazie alla collaborazione tra le istituzioni e le associazioni cittadine. Le Vie dei Tesori nasce dall’impegno di un gruppo di giornalisti, operatori culturali e professori universitari decisi a impegnarsi per la valorizzazione della Sicilia e vuole agire da lievito delle energie che già esistono. Costruendo reti si va lontano. Il festival propone un modello innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, messi a sistema, promossi insieme, fruibili con un unico strumento”.

“Le Vie dei Tesori – aggiunge Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei siciliani, partner della manifestazione – non apre e basta. Apre e racconta. Le visite guidate sono il vero tesoro della manifestazione, quelle che possono trasformare anche un rudere in un luogo imperdibile, se racconta una bella storia. Ringrazio i giovani volontari che anche quest’anno, con enorme fatica, accoglieranno i visitatori, coadiuvati dai ragazzi delle scuole in alternanza scuola-lavoro che abbiamo formato negli scorsi mesi”.

Per due weekend di settembre, Agrigento aprirà le sue porte offrendo visite guidate con un contributo da 1 a 2 euro. E le ormai famose “passeggiate”, veri e propri tour immersivi alla scoperta del territorio guidati da esperti, botanici, storici dell’arte, appassionati che condurranno anche alla vicina Farm Cultural Park. C’è pure Le Vie dei Tesori Card, per chi vuole sostenere il Festival e non perdersi nulla in tutte le città del circuito, in collaborazione con Trenitalia. Un passaporto per l’arte, con cui visitare la Sicilia come non l’avete mai vista. Le Vie dei Tesori quest’anno racconterà anche Siracusa, Messina e Caltanissetta, prima di dedicarsi come sempre a Palermo dove l’anno scorso ha raccolto un successo veramente straordinario. E dove quest’anno, nei cinque weekend compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, aprirà 110 luoghi, 110 tour urbani, organizzerà una grande Notte bianca dell’Unesco, un Festival tutto dedicato ai bambini e un calendario di incontri, concerti, spettacoli.