Al Cinema Mezzano “La notte che mia madre ammazzò mio padre”




Proseguono le proiezioni di qualità presso il cinema Mezzano di Porto Empedocle che da giovedì 18 maggio propone, in prima uscita nazionale, la visione della commedia “La notte che mia madre ammazzò mio padre” (2017). L’appuntamento si protrarrà per circa due settimane con inizio degli spettacoli alle ore 18.30, 20.30 e 22.30. Il film, per la regia di Inés París, è interpretato da Belén Rueda, Eduard Fernández, Diego Peretti, María Pujalte, Fele Martínez, Patricia Montero, Alejandra Yu Pastor Pedreros, Claudia Nortes, Lucas Paris e Andrés Poveda. Si tratta di una produzione tipicamente spagnola senza un attimo di respiro, dove ci si diverte grazie all’ininterrotta e inesorabile successione degli eventi e all’alchimia tra gli interpreti. La pellicola, che ha avuto un grande successo in patria , rispetta la tradizione della black comedy che oscilla continuamente tra grottesco e farsa ed è costruita con la precisione dei meccanismi a orologeria dei gialli di Agatha Christie, variante iberica di “Invito a cena con delitto”.
La trama è quasi interamente concentrata all’interno di una casa, con l’azione che si svolge nel corso di una lunga e indimenticabile serata in cui Isabel, attrice teatrale che sogna di sfondare finalmente nel cinema, organizza una cena di lavoro con suo marito Angel, sceneggiatore, la sua ex moglie Susana, produttrice, e un famoso attore argentino che questi ultimi due vorrebbero ingaggiare per il giallo in cantiere. La serata si trasforma in un’intricata storia familiare con l’arrivo dell’ex marito di Isabel, piombato in casa durante la cena insieme alla sua nuova procace compagna. Il risultato sarà un trionfo di imprevedibilità, perché ci scappa il morto e l’assassino non vede l’ora di confessare il delitto. Ma nulla, in quella casa, è davvero come sembra…
Scritta con pungente ironia, la pellicola ha il pregio di non prendersi mai sul serio, scaricando sui suoi bravi interpreti il compito di rendere credibile ciò che appare molto poco credibile. Inés Paris crea attorno ai suoi attori una tale atmosfera di fiducia da convincerli a lanciarsi senza rete nel difficile territorio di una commedia fisica sui generis, dove l’azione del corpo si unisce, senza apparente sforzo, ad un continuo flusso di parole. Sotto la brillante superficie del film emergono spunti più seri che si pongono come critica sociale di un paese dominato da una intellighenzia culturale in apparenza liberata e moderna ma in realtà borghese, conservatrice e retrograda. Inoltre, il destino di Isabel, perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, è comune a quello delle donne che, per quanto capaci, preparate e attraenti, devono sempre dimostrare quello che valgono e sbattersi per ottenere quello che spetterebbe loro di diritto.