Auto usate: chilometri scalati, come evitare la truffa




Il mercato delle auto in questo 2017 sembra procedere a gonfie vele. In particolar modo quello delle auto usate sta facendo segnare numeri importanti. Per chi vuole vendere un’auto usata in contanti non ci sono particolari problemi se ci si affida a professionisti seri ed onesti come possono essere i compro auto usate. Diverso è il discorso per chi decide di procedere privatamente in quanto nella compravendita potrebbero insorgere problemi al momento del pagamento. Ma se si decidesse, invece, di acquistare un’auto usata? Dietro l’acquisto di un’auto usata si possono nascondere numerose insidie. La più frequente riguarda la truffa dei chilometri scalati. Per evitare questa truffa e verificare i km effettivi dell’auto usata ci sono diversi modi. L’ultimo, in ordine temporale, è uno strumento non ancora affidabile al 100% che permette di effettuare un controllo all’ultima revisione tramite il sito del Portale dell’Automobilista.

Sul sito del Portale dell’Automobilista c’è comunque una sezione apposita per verificare i km riportati all’ultima revisione della vettura che ci interessa. Bisogna, ovviamente, conoscere il numero di targa. Se, per esempio, vogliamo controllare i km reali di una Ford Fiesta del 2012 che abbiamo trovato in vendita, ed il venditore dichiara che la macchina ha percorso 75mila km, basterà inserire il numero di targa. Se all’ultima revisione, ad inizio 2017, la vettura viene registrata con 120mila km vuol dire che qualcosa non torna.

In giro ci sono numerosi saloni che vendono auto usate e molti privati che sponsorizzano vetture come controllate e certificate. Anche in questo caso bisogna prestare attenzione perchè è possibile che i certificati vengano falsificati con chilometraggi fasulli. Il compratore ha quindi diritto di richiedere una certificazione chilometrica dell’auto, in modo da scoprire se e quanti km sono stati scalati. Anche in questo caso ci sono servizi che offrono accurati test di verifica sulla vettura. Uno dei consigli è di guardare le fatture degli interventi o il libretto della manutenzione ordinaria. Un automobilista preciso dovrebbe far sempre annotare tutta la manutenzione svolta nel corso degli anni, compresi i vari tagliandi. Quindi, se sul libretto tagliandi le manutenzioni cessano a 120.000 km nel 2014 e siamo nel 2017, con l’auto venduta a 130.000 km, qualcosa non va.

Tuttavia esistono, ahinoi, venditori disonesti che si fanno creare libretti tagliandi ad hoc da meccanici compiacenti. In questo caso non potremmo affidarci a tale metodologia di controllo. Un amico meccanico, però, potrebbe essere un buon modo per verificare lo stato di salute generale dell’auto in questione. Nonostante l’evoluzione tecnologica, con il software giusto è semplice scalare i km digitali sul cruscotto. Al contempo, le officine ufficiali della casa costruttrice della vettura hanno degli strumenti elettronici di diagnosi che sono in grado di controllare che il chilometraggio riportato sul display del cruscotto sia quello effettivamente percorso dall’auto. Inoltre, sempre tramite la rete di officine ufficiali, è possibile verificare i km degli ultimi interventi. Altro metodo è quello della visura PRA che consente di scoprire chi sia il vecchio proprietario.

L’importante è, comunque, essere molto attenti anche ad altri particolari. Come ad esempio la carrozzeria ed ai vari giochi tra i pannelli, se magari ci sono delle parti riverniciate o che sono state riparate. Questo può essere utile se nella sua vita l’auto in questione abbia subito incidenti più o meno gravi.