Club Forza Silvio: “Ad Agrigento regna il caos senza “timoniere” a bordo. Zambuto valuti opzione dimissioni”




«Mentre il sindaco Zambuto totalmente concentrato sulla sua situazione politica personale, cercando di assicurarsi il futuro con la candidatura alle Europee e la già ottenuta Presidenza dell’Assemblea regionale del Pd, la città è abbandonata a se stessa. Regna il caos senza il “timoniere” a bordo». È quanto dichiara il presidente del Club Forza Silvio “Valle dei Templi” di Agrigento, Franco Bruccoleri costatando, con rammarico, «lo stato confusionario che si vive in città quando l’Amministrazione (anche se raramente) emana un provvedimento».
Un esempio lampante è la situazione dei lavori di viale Emporium: una gestione della viabilità che ha mandato letteralmente in tilt il traffico di San Leone, del Villaggio Peruzzo e delle zone limitrofe, con code di attesa fino a 50 minuti al semaforo e la lunghissima deviazione che i cittadini sono costretti a percorrere per raggiungere il centro.
«Com’è possibile – si chiede Franco Bruccoleri – che si adotti un piano traffico del genere senza il minimo coinvolgimenti di cittadini, abitanti, commercianti e imprese? Si può continuare a prendere decisioni senza tenere conto delle implicanze e ripercussioni di tali provvedimenti?».
«Certo, è sintomatico – sottolinea il presidente del Club Forza Silvio “Valle dei Templi” – che tutto questo avvenga nello stesso momento in cui il sindaco è assente dalla città, preso dai suoi impegni politici. Ma potrebbe essere questo solo lo spettro di quello che, a breve, ci attende. Visto l’avvicinarsi della campagna elettorale del sindaco alle Europee, questo lo porterà ad essere sempre assente da Agrigento e la paura ci assale».
«A questo proposito, invitiamo Zambuto – conclude Franco Bruccoleri – a valutare seriamente la possibilità di dimettersi, lasciando la città libera dal caos elettorale in cui la trascinerà inevitabilmente. Lui sarebbe libero di occuparsi dei suoi impegni elettorali mentre noi cittadini potremmo finalmente liberarci dall’inefficienza “zambutiana”».