Dimissioni Micciché, gruppo “Uniti per la città” contro Hamel: “Da quale pulpito viene la predica”




Nello Hamel

“Le parole di elogio espresse da Hamel nei confronti  dell’operato di Franco Miccichè, non possono che trovare la nostra piena condivisione. Non prendiamo lezioni invece da chi non brilla certamente per coerenza rispetto alla linea di condotta dell’amministrazione Firetto”.

Il gruppo “Uniti per la Città”, composto da Giuseppe Picone, Marco Vullo, Angelo Vaccarello e Gerlando Gibilaro, non ha gradito l’intervento del consigliere Nello Hamel che, in una nota diffusa ieri, ha invocato il ritorno di Miccichè in giunta perché, queste le sue testuali parole, “la politica può avere le sue ragioni, ma non può sovrastare gli interessi generali della comunità amministrata”.

“Ci viene subito da dire – sottolineano i quattro consiglieri comunali – da qualche pulpito viene la predica. Sì, perché Hamel è colui che, ancora in piena luna di miele, abbandonò la maggioranza in netta  e vigorosa polemica con il sindaco, reo di avergli posto il divieto di diventare presidente di aula Sollano. E la ribellione lo portò a dichiararsi  indipendente, salvo poi rientrare, di fatto, nei ranghi firettiani. Un incomprensibile ritorno. Evviva  la coerenza – puntualizzano Picone, Vullo, Vaccarello e Gibilaro – ma siamo certi che Hamel l’avrà sacrificata per una buona e nobile causa.

La nostra uscita dalla coalizione, che ha  determinato le inevitabili dimissioni dell’assessore di riferimento politico – spiegano i quattro consiglieri comunali  della compagine “Uniti per la Città” – è stata dettata dalla chiusura totale del sindaco nei confronti del gruppo, messo ai margini rispetto alle scelte che riguardano la vita dell’ente e dell’intera comunità amministrata. Assenza di dialogo e di democrazia. E non per questioni, come nel caso di Hamel, di poltrone o di ruoli di potere. Dunque zero tatticismi politici e di schieramento – replichiamo ad Hamel. Noi, e assieme a noi anche Franco Miccichè, ci siamo distaccati per la non condivisione di un metodo di lavoro imposto dal sindaco che  mortifica la dignità dei consiglieri comunali, riducendoli a semplici notificatori. Il format governativo targato Firetto non prevede infatti confronti, partecipazione, coinvolgimento e pluralità di idee e proposte.  Ecco perché abbiamo tolto l’appoggio in aula e in giunta – concludono Picone, Vullo, Vaccarello e Gibilaro – ad una missione amministrativa destinata a produrre danni irreparabili alla città”.