Guardia di Finanza Navale di Porto Empedocle, visita del Comandante Regionale




Lunedì 14 agosto il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Ignazio Gibilaro, si è recato in visita alla Sezione Operativa Navale di Porto Empedocle, dove è stato accolto dal Comandante del reparto, Ten. Ivan Sebastiani.

Il Gen. Gibilaro, in una più ampia cornice di sopralluoghi al dispositivo aeronavale di vigilanza costiera delle fiamme gialle, che conta in totale dodici basi navali lungo tutta la costa  della Sicilia e sulle isole minori e che nei giorni scorsi lo ha visto in visita alle sedi di Pozzallo e di Catania, ha inteso così dimostrare la sua vicinanza agli uomini del reparto navale empedoclino, fortemente impegnati nell’attuale contingenza che, anche grazie alle condizioni del mare particolarmente favorevoli nelle ultime settimane, ha visto il ripetersi di alcuni episodi di immigrazione clandestina via mare, a mezzo di pescherecci o piccoli natanti.

Il Comandante Gibilaro, si è intrattenuto a bordo del Guardacoste G.120 Calabrese con l’equipaggio che, unitamente agli altri mezzi navali del Corpo, assicurerà l’intensificazione dei servizi di sorveglianza costiera ed il contrasto ai traffici illeciti nel periodo del ferragosto, ringraziandolo per quanto già fatto e per il sacrificio loro richiesto nel periodo feriale in cui, però, maggiormente avvertita è l’esigenza di controllo e di sicurezza sul mare e lungo i litorali, che sollecita in modo specifico le peculiarità della Guardia di Finanza al cui comparto navale la legge affida compiti esclusivi per lo svolgimento delle funzioni di polizia di sicurezza, oltre che economico-finanziaria nell’ambiente marino.

Nei primi mesi dell’anno 2017, infatti, le operazioni di “polizia del mare” hanno visto i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale siciliano impegnati in 250 controlli nei confronti di natanti italiani e stranieri in navigazione nelle acque territoriali, perseguendo in 240 casi violazioni penali ed amministrative in materia di contrabbando, frodi, abusivismo e lavoro nero nel settore della pesca, tutela del demanio marittimo e della sicurezza della navigazione, comportando il sequestro di 24 imbarcazioni utilizzate per svariati traffici illeciti, connessi anche ai flussi migratori clandestini verso le coste della Sicilia.