La discarica di Siculiana chiude ai rifiuti empedoclini




Nella foto l'imprenditore Giuseppe Catanzaro

Discarica chiusa da questa mattina, per i rifiuti provenienti da Porto Empedocle.

La Catanzaro Costruzioni che gestisce l’impianto di contrada Materano a Siculiana, ha infatti chiuso i cancelli agli autocompattatori delle ditte dell’Ati, Iseda, Icos ed Ecoin a causa dei ritardi nei pagamenti da parte del Comune empedoclino.

L’azienda è infatti in arretrato di diverse mensilità e  in assenza di rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale sulla tempistica dei pagamenti, ha deciso di chiudere i cancelli. Al momento, la situazione rimane sotto controllo, sia perchè a Porto Empedocle è stata avviata la raccolta differenziata che diminuisce il quantitativo di rifiuti che si conferiscono in discarica, sia perchè le aziende hanno qualche giorno di autonomia dall’impianto per la disponibilità di autocompattatori che per qualche giorno possono ovviare al problema sempre che la situazione si sistemi al più presto. Ieri sera il sindaco Ida Carmina ha telefonato al prefetto Nicola Diomede per informarlo della decisione di Catanzaro di vietare il conferimento in discarica.

“Sarebbe opportuno – ha detto Diomede – che sia il capo dell’amministrazione comunale, in questo caso il sindaco, a cercare un’interlocuzione diretta con la ditta che gestisce la discarica in modo da trovare una soluzione condivisa o comunque un piano di rientro dai debiti ed evitare disagi ai cittadini. Da non sottovalutare – ha continuato il prefetto – il fatto che, avendo Porto Empedocle iniziato la differenziata, diminuirà di mese in mese, l’importo che il Comune dovrà versare a Catanzaro”.

Ma per il Comune di Porto Empedocle, che ha attualmente nelle proprie casse meno di 10 mila euro, c’è un’altra emergenza da tamponare. Si tratta dello stato di agitazione degli operatori ecologici che non ricevono lo stipendio da tempo. Sono infatti in arretrato di due mesi rispetto al nuovo bando e di circa sette rispetto a quello precedente. Il Comune infatti non paga da tempo neanche le aziende dell’Ati che a loro volta non possono più far fronte alla liquidazione puntuale degli stipendi. I lavoratori devono percepire gli stipendi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto e metà della tredicesima del 2016 e gennaio e febbraio del 2017. Le aziende devono riscuotere dal Comune le fatture di 5 mensilità del vecchio contratto e tre del nuovo.

I sindacati hanno organizzato per lunedì prossimo 20 marzo, un’assemblea dei lavoratori nelle ultime due ore del turno di lavoro ed hanno chiesto l’attivazione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione. Al prefetto Nicola Diomede è stato infine chiesto un intervento sulla questione per riuscire ad evitare un futuro possibile sciopero.  Una situazione analoga si era verificata diverse volte, le ultime ad ottobre e a dicembre del 2016, quando la Catanzaro chiuse la discarica ai mezzi provenienti da Porto Empedocle proprio per i debiti che il Comune aveva accumulato con la società.