Massoni antimafia e fondi pubblici, arrestato patron del “Premio Livatino”




CATANIA – Massoneria, falsa antimafia, distrazione di fondi pubblici destinati a poveri e disabili e un ‘buco’ da 10 milioni di euro.

C’e’ tutto questo nell’inchiesta della procura di Catania, culminata nell’operazione “Giano bifronte“, condotta dalla Dia etnea. In manette la famiglia a capo dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico “Lucia Mangano” – il presidente, la moglie e la figlia – nonche’ due collaboratori dell’ente che si propone di assistere moralmente e socialmente i poveri della citta’ e della provincia, creando centri di mutuo soccorso, elargendo sussidi, creando laboratori, offrendo assistenza medica, alleviare lo stato di eventuale disagio degli assistiti per disoccupazione, malattia o altro. Al centro dell’inchiesta Corrado Labisi, 65 anni, gia’ presidente dell’ente, legato, spiegano gli investigatori, alla massoneria e da sempre impegnato in associazioni antimafia, patron del ‘Premio Livatino’, dedicato al magistrato beato ucciso dalla mafia. Devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla distrazione di fondi.