Montante portato in carcere: ha tentato di inquinare le prove




Inasprita la misura cautelare nei confronti di Antonio Calogero Montante. Nel pomeriggio odierno la Squadra Mobile lo ha condotto al carcere di Malaspina.
Nel pomeriggio di oggi, la Squadra Mobile di Caltanissetta, in esecuzione del provvedimento del G.I.P. presso il locale Tribunale, emesso in data 23 maggio 2018, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito l’ordinanza di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.

L’arrestato è stato quindi prelevato dall’abitazione di Serradifalco e condotto presso il carcere di Malaspina. Le motivazioni che hanno indotto il GIP a inasprire la misura sono riconducibili alla grave condotta d’inquinamento di prove messa in atto dal Montante in occasione del suo arresto, avvenuto a Milano lo scorso 14 maggio.

Montante, infatti, nell’occasione, si è barricato in casa per quasi due ore, non aprendo ai poliziotti e distruggendo documenti e circa ventiquattro pen drive. Lo stesso ha tentato anche di disfarsi di altra documentazione che è stata però rinvenuta e sequestrata dagli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta.

Parte della documentazione, infatti, è stata rinvenuta nel corso della minuziosa perquisizione, su di un pozzo luce su cui si affaccia il salone dell’abitazione del Montante.

Alcune pen drive, dopo essere state messe in un sacchetto di plastica, erano state buttate dall’arrestato in un cortile adiacente al palazzo, ma anche queste erano state recuperate. Infine era stato recuperato anche uno zainetto, contenente altre pen drive e altra documentazione cartacea, del quale lo stesso si era disfatto nelle concitate fasi dell’arresto. Lo zainetto era stato recuperato sul balcone di un vicino di casa.

Le gravi condotte che hanno indotto il giudice a inasprire la misura cautelare sono proseguite anche dopo l’arresto dell’indagato. Infatti, una volta condotto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Serradifalco, dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto lo scorso 15 maggio, il Montante, ha violato le prescrizioni impostegli dal Giudice con il provvedimento che ha disposto gli arresti domiciliari.

I poliziotti della Squadra Mobile hanno, infatti, documentato che, all’interno della Villa, in questi giorni è stato consentito l’accesso a persone non autorizzate.