Mostra scultorea e vernissage di Rosa Tirrito per celebrare la vita




Due mostre dell’artista agrigentina Rosa Tirrito, rispettivamente sul tema “La Bellezza del Dolore … Scolpire il Mito” e “Sorgente di Vita”, avranno luogo in altrettanti luoghi sacri nel cuore della città di Agrigento per celebrare la sacralità della vita a ridosso della celebrazione del Santo Natale. L’evento è organizzato dall’Arcidiocesi di Agrigento, Ufficio Beni Culturali, in collaborazione con l’Associazione Socio-Artistico-Culturale OpenSpace Theater e la Vernissage.“La Bellezza del Dolore … Scolpire il Mito” sarà inaugurata venerdì 15 dicembre, alle ore 18.00, nella suggestiva Chiesa di San Lorenzo (Purgatorio), in via Atenea, mentre la mostra “Sorgente di Vita” sarà inaugurata sabato 16 dicembre nella Chiesa di Santa Maria dei Greci, nell’Antico Centro Storico. Presenteranno la mostra il Direttore dell’Ufficio Beni Culturali, Giuseppe Pontillo, il Dott. Antonio Patti e il Prof.Vincenzo Patti. Seguiranno gli interventi artistici di Salvatore Nocera e di Ilaria Bordenga. Le due mostre danno voce ad emozioni e sentimenti contrastanti come l’Odio e l’Amore. L’Odio viene rappresentato come la non comprensione rispetto a tutto ciò che sfugge alla logica o che non trova una plausibile spiegazione (la violenza sui minori, la violenza verso le donne, la violenza della natura e verso la natura, l’orrore delle guerre) e l’Amore viene rappresentato come sorgente di energia pura che deriva dalla Maternità, fonte di vita. 
Attraverso le sue sculture, Rosa Tirrito racconta come il dolore e la sofferenza possano essere trasformati in luce e in bellezza attraverso la stessa elaborazione del dolore che, nello specifico, si trasforma in opera artistica dove il Mito diventa metafora di vita. I lavori esposti, che costituiscono solo una parte della vasta produzione dell’artista agrigentina, propongono dunque raffigurazioni che raccontano la vita attraverso le immagini e le emozioni che l’alimentano. Per lo più si tratta di produzioni eseguite sulla figura umana che, come tema della ricerca, propone un’architettura nella quale leggere le forze nascoste della vita, i ritmi segreti del tempo, la dimensione inafferrabile dei sentimenti. Tutti lavori che testimoniano sia l’impegno artistico che quello sociale della Tirrito e che si snodano in un vero e proprio racconto non scritto ma evocato attraverso l’emozione con argomenti affrontati matericamente ed in cui l’autrice denota la sensibilità di chi vive il quotidiano filtrandone le emozioni per poi rielaborare un senso affascinato dello spazio, riconoscersi in una forma conclusa, nella forma plastica del volume, nel gioco serrato dei pieni e dei vuoti.