“Nanetta Corridora”, cinque consigli per sopravvivere ad un infortunio




Nella vita di un podista incappare in un periodo di stop, almeno uno, è praticamente certo.

La corsa è uno sport traumatico, deve essere eseguito correttamente dal punto di vista tecnico per evitare che la ripetizione di certi movimenti non corretti possa creare danno.

E capita, purtroppo capita , di farsi male e di doversi fermare.

E quando capita? 

La maledetta sfiga vuole che capiti quando siamo al meglio della nostra condizione, quando stiamo preparando una distanza importante e siamo nel bel mezzo degli allenamenti , ” della tabella”, quando ci sentiamo forti, sicuri e pressoché convinti che la nostra prossima gara sai quella in cui riusciremo a piazzare un bel ” personale”.

E invece….arriva lui l’infortunio, lo stop, il maledetto intoppo che sembra mandare in frantumi tutti i nostri sforzi.

Ecco cinque semplici, banali, consigli da seguire in caso di stop:

NO AL VITTIMISMO

Atteggiamenti del tipo ” capitano tutte a me” ” sono sfigato” non portano da nessuna parte; chi corre deve sapere che, nonostante prenda tutti gli accorgimenti necessari, l’ infortunio primo o poi capiterà e….pazienza! 

IL GIOCO DELLA FELICITÀ’ DI POLLYANNA

Come ci ha insegnato Pollyanna, il celebre personaggio creato da di Eleanor H. Porter, cerchiamo di essere grati per quel  pezzettino di ” buono” che c’è nella situazione negativa che ci vede protagonisti.

Viviamo il momento di stop come occasione per riprenderci fisicamente, per recuperare veramente le forze, per consentire ai nostri muscoli di rilassarsi e riprendere vigore senza sottoporli a sforzi traumatici.

Credetemi se vi dico che al momento della ripresa vi renderete conto che quel periodo di inattività ha reso molto più di tanti allenamenti.

MUOVETEVI COMUNQUE

Non tutti gli infortuni ci costringono ad una inattività totale, spesso pur non potendo correre, é comunque possibile fare altro.

E allora via libera a camminate lunghe, a giri in bici e al nuoto.

ANDATE A TIFARE

Evitate di isolarvi dal mondo della corsa per il solo fatto di non poter correre ma andate alle gare a tifare per i vostri compagni di squadra, potete approfittare anche per ” studiare gli avversari” e rendervi conto delle tecniche di gestione della gara dei vostri più diretti competitori da un punto vista diverso rispetto a quello che avete quando gareggiate anche voi.

TROVATEVI UN ALIBI

Chi è abituato a correre sa benissimo che la corsa ha un grande effetto liberatorio per la mente e le sue frustrazioni quotidiane; capita di frequente che si inizi un allenamento nervosi a causa di problemi di lavoro o familiari per scoprire che alla fine dell’allenamento il nervosismo ha lasciato spazio alla serenità e alla tranquillità.

Venendo meno questo grande potere liberatorio si corre il rischio di avere “istinti omicidi” nei confronti del prossimo, di non tollerare ciò che normalmente, dopo una sana corsetta, avremmo provato comunque a farci andar bene.

E poiché certi istinti potrebbero concretizzarsi in vere e proprie condotte illecite ( anche se ci auguriamo tutti che ciò non avvenga) non vi resta che……trovarvi un alibi.