Nanetta Corridora: “La prima corsa non si scorda mai”




Nella vostra (spero lunga) carriera podistica arriverà il momento in cui vi cimenterete nella vostra prima gara.

Dopo aver consumato avanti e indietro il lungomare e il viale delle dune, vi sentirete pronti per affrontare il confronto con gli altri e vivere la vostra prima esperienza competitiva.

Non dimenticherete mai quel giorno e la strada che vi ha condotti sulla linea di partenza.

Dapprima sceglierete la gara e lo farete con cura guardando i calendari dedicati.

Poi sceglierete la lunghezza, quanti km fare per la vostra prima competizione.

Non sarà mai una mezza maratona e, presumibilmente, non sarà una gara superiore ai dieci km.

Sceglierete infatti, molto probabilmente, un percorso tra i sette e i dieci km.

Quindi partirà la “macchina organizzativa”.

A chi lascio i figli? Chi mi guarda il cane? Chi mi tiene la nonna?

Oh qui non “pettiniamo le bambole”, voi andate a fare una GARA….che il mondo si metta a vostra dispozione per favore!

Quindi preparerete con attenzione e congruo anticipo l’outfit, vi informerete sulla strada meno trafficata da fare per arrivare in tempo e infine, in base all’orario in cui la gara si svolgerà, curerete l’alimentazione.

Per esperienza posso dirvi che certe attenzioni le perderete ben presto: arriverete alle gare con gli abiti al contrario, rimanendo bloccati nel traffico di un venerdì sera di esodo cittadino arrivando a pochi minuti dallo start e quindi partirete “freddi” senza aver fatto riscaldamendo.

Il giorno della vostra prima gara avrà il sapore dolce dell’euforia, quello amaro della fifa e quello piccante della competizione.

Abituati a correre da soli vi troverete d’improvviso circondati da gente che si scalda, che scatta, che impreca perchè “il Garmin non parte”.

Loro e voi, quasi due mondi diversi….eppure siete lì e state facendo la stessa cosa.

Ma dentro di voi direte “ io non sarò mai così” mentendo a voi stessi perchè , nel giro di poco tempo, vi ritroverete esattamente nella stessa situazione solo che un po’ più a vostro agio, proprio come quegli atleti che adesso guardate come fossero marziani.

E poi … “lo sparo” che segna l’inizio della sfida: la gara è partita.

Sappiate, e credo che nessuno qui potrà smentirmi, che gestirete malissimo la vostra prima gara: a causa di tutta la gente che vi corre intorno partirerete “ a bombazza” ( per arrivare “a merdaccia”) senza aver curato per niente la gestione del fiato e delle energie in base alla distanza.

A metà percorso pur non essendo a Fatima vi troverete faccia a faccia con lei, Nostra Signora, la Madre di tutti noi, la Madonna con il suo mantello turchese, è lì davanti a voi e vi guarda.

Oh la Madonna allora sono morto? – penserete-.

Arrancando e imprecando, respirando come un fumatore incallito, affronterete l’ultimo chilometro in piena trance agonistica certi di essere quasi riusciti a portare a termine l’impresa della vita.

E poi eccolo lì….il gonfiabile, di solito rosso, che segna la fine delle vostre fatiche e siete arrivati, la gara l’avete iniziata e terminata e in mezzo non siete morti, e non è poco!

Quando piano piano il fiato tornerà dopo aver bevuto e fatto fuori quintali di fette boscottate con la nutella al ristoro finale ( che tanto posso perchè io ho fatto una gara) comincerete a guardarvi intorno realizzando, amaramante, che quasi tutti gli altri atleti hanno già fatto la doccia, si sono messi in ordine e cambiati; mentre voi parlavate con la Madonna loro avevano portato a termine il percorso e avevano anche avuto il tempo di cancellare i segni della fatica dai loro volti.

Sono belli, profumati, con la pelle liscia e parlano già della prossima gara .

E quando inizierete a sentirvi fortemente inadeguati perchè siete ancora lì, sudati, affaticati, più morti che vivi, sporchi e spettinati allora toccherete il fondo perchè arriverà LUI, l’atleta più anzino, il nonno run più figo dell’universo che vi dirà , mostrandovi una dentatura “lacunosa” e ad ampi tratti marcia , “devi imparare a gestire meglio il tuo passo, quando ti ho superato ho visto che tenevi un ritmo irregolare”.

Che dire….la prima gara di certo non la scorderete mai.

Buone corse a tutti