Nanetta Corridora: Quando il gioco si fa duro i duri ….. Si sono rammolliti




Ogni runner che si rispetti si pone degli obiettivi: fare una gara su una distanza mai sperimentata prima, provare, su un determinata distanza, a segnare il proprio personale etc.

Qualunque sia l’obiettivo del runner di sicuro l’allenamento per raggiungerlo deve essere programmato e rispettato.

L’errore in cui motli podisti spesso cadono è quello di fare allenamenti top, sedute in cui segnano davvero il personale, ripetute sparate, distanze troppo lunghe rispetto all’obiettivo.

Tuto ciò non aiuta , anzi è del tutto controproducente perché se da un lato serve a vivere l’euforia dell’immediato post allenamento (minchia che tempone!) dall’altro si porta via energie che ci verranno a mancare quando saremo in gara.

Vediamo le regole fondamentali di ogni allenamento che, a prescindere dall’obiettivo finale, devono orientare il lavoro del runner:

1) Fermarsi prima che “ ci venga la nausea” alla sola idea di allacciare le scarpette: ve ne ho parlato qualche settimana fa nell’articolo dedicato al “foglio bianco del podista”, se diamo tutto, se diamo troppo, inevitabilmente arriverà il momento in cui ne avremo le scatole piene di allenarci; seguiamo i programmi che ci siamo prefissati ( a maggior ragione se sono stati elaborati con la collaborazione di un coach) cerhiamo di non “strafare” e ricordiamoci sempre che se in tabella c’è scritto “riposo” dobbiamo riposare perché il recupero è un elemento essenziale dell’allenamento ben fatto.

2) Ricordarsi che non serve cercare continue conferme della nostra forma fisica in ogni maledetto allenamento: tra l’essere in forma fisica perfetta e l’essere fuori forma c’è una dignitosissima via di mezzo in cui noi persone normali possiamo avere giorni buoni e giorni meno buoni per svariate motivazioni ( fisiche ma anche psicologiche , lavorative, familiari); non disperiamoci dunque se qualche fartlek non riesce bene come dovrebbe o se all’ottava ripetura sui mille ci sembra di vedere la famosa madonna con il suo famoso mantello, è tutto normale.

3) Se ci si allena abitualmente in gruppo fare i “fenomeni” e far mangiare la polvere ai nostri compagni di allenamento non farà di noi il nuovo Mo Farah, anzi! Ci si allena insieme non per superarsi in allenamento ma per spronarsi ed aiutarsi quindi lasciate a casa la competizione che servirebbe solo ad intossicare il gruppo.

4) Impariamo a variare l’allenamento quindi non solo corsa ( che già a sua volta deve essere varia: dalle sedute tecniche ai lenti passando per sedute di scarico) ma anche nuoto e bici che ci aiutano non soltanto ad attivare gruppi muscolari non sollecitati con la corsa ma anche a cambiare attività assaporando nuovi stimoli.

5) Non tirarsi tropo il collo in allenamento è essenziale anche per evitare di esporsi agli infortuni; il necessario recupero tra una sessione e l’altra e l’inserimento di sessioni di allenamento di mero scarico sono elemnti essenziali per evitare gli infortuni che, purtroppo, sono sempre in agguato  in uno sport, come la corsa, che ha un altissimo impatto a livello fisico.

Quindi correte, divertitevi, usate la testa e ricordatevi che…non serve a niente partire a bombazza se poi arrivate a minchiazza.