Nanetta Corridora: “Tipi da corsa”




Amici podisti, podisti in erba, potenziali podisti e, in generale, picciotti buongiorno e buona domenica.

Oggi ci soffermeremo su alcuni particolari che riguardano il contesto in cui la corsa si svolge, ovvero quello che vediamo mentre corriamo.

La mente ci riporta subito al panorama che, nel nostro caso, è sempre bellissimo: il mare, la spiaggia e tutto illuminato da un bel sole.

Mi vorrei però soffermare anche sulle altre persone che incrociamo durante la nostra sgambettatata, che inevitabilmente vediamo e osserviamo e con cui instauriamo una veloce relazione in una sorta di dialogo interiore tra persone che stanno facendo la stessa cosa.

Se avete , come mi auguro, iniziato a correre/camminare seguendo in tutto in parte i consigli che vi ho dato fin qui, avrete di certo avuto modo di notare che è molto frequente incrociare altri podisti e/o camminatori alcuni dei quali sono un pò “particolari”.

Di seguito elencherò una serie di “tipi da corsa” che poi vi invito a ricercare durante i vostri allenamenti.

IL/LA GRIFFATO/A

Il griffato (ma possiamo declinare questa tipologia di soggetto anche al femminile) è la classica personcina che non rinuncia all’attenzione estrema al look anche durante l’allenamento.

Tutto ciò che indossa è scelto e curato.

Il top/canotta è in tinta con i calzoncini, le scarpe in tinta con le calze e la fascia per i capelli e/o il cappellino in tinta con le mutande ( !).

Ogni dettaglio è curato .

Il griffato è pettinato, leccato e spolverato e suda essenza di Chanel n.5 .

In linea con la sua personalità ha curato come elemento principale il guardaroba da runner.

Ha speso fior di quattrini e ha impiegato un mucchio di tempo prima di iniziare l’allenamento in strada.

Lo ha fatto solo nel momento in cui ha ritenuto di essere perfettamente “alla moda” per l’occasione.

Non ha lasciato nulla al caso e anche mentre corre sta attento a non spettinarsi.

State pur certi che il griffato si stuferà di correre quanto prima ed esattamente quando si renderà conto di aver già acquistato tutto ciò che era disponibile sul mercato per essere un podista “di un certo livello”.

IL CONVINTO ( la convinta)

La categoria dei “convinti”, di “quelli che ci credono” è varia.

Anche in questo caso tutto ciò che diremo potrà essere declinato al femminile.

C’è il muscoloso palestrato che corre a petto nudo ( …che poi una canottiera non cambierebbe molto la situazione) e nella versione femminile corre con abiti talmente aderenti che anche la fantasia si rivolta nella testa dicendo “…e allora ditelo che per me non c’è più lavoro!”.

C’è il fissato con i tempi che guarda solo il cardio come se quel piccolo orologio dovesse restituirgli informazioni talmente sconvolgenti da fare invidia ai tempi di Stefano Baldini.

C’è il convinto “mozzafiato” che respira in modo così rumoroso e affannato da sembrare un cardiopatico grave che sta portando a termine l’ultima missione della sua vita.

Incrociando questa tipologia di podisti a me vien voglia sempre di dire “meno….. anche meno!”.

IL PROVOLONE

Ed eccolo lì ( questo lo decliniamo solo al maschile) il qurantacinque/cinquantenne che si è sposato giovane , ha figli ventenni, si è da poco separato ed ha deciso che, dopo anni in cui ha portato in giro la sua panza con orgoglio, è venuto il momento di rimettersi sul mercato.

E lo fa attraverso lo sport, la dieta ferrea, la palestra, impara l’uso di termini prima mai pronunciati, ruba gli abiti ai figli, gira in città con l’aria di chi vuol dire “ragazze i tempi di magra sono finiti, io sono di nuovo sul mercato!”.

Il provolone, il campione mondiale di broccolamento, la sex machine del viale delle dune, quando incrocia una ragazza pseudo piacente ( ma anche no) che corre le regala uno sguardo intenso, quel mezzo sorriso di chi vuol dire “ hey bella questo è il tuo giorno fortunato hai incontrato me”.

Tutto questo mente continua a correre ruotando la testa verso la “preda” per seguirla con lo sguardo come se, al posto degli occhi, avesse uno scanner che cattura le curve della malcapitata.

Perché lui ci crede! Crede fortemente nel fatto che fino a quel momento, fino a che lui è stato “ingabbiato” in un matrimonio che non lo rendeva felice, il mondo sia rimasto orfano della sua irresistibile sensualità, della sua avvincente ironia, del suo innato senso dell’umorismo, della sua proverbiale capacità di eccellere in tutti gli argomenti di conversazione.

Ecco nello sguardo del provolone c’è tutto questo e molto altro.

E nello sguardo di chi incontra il provolone cosa si può leggere?

Bellomè (sempre agrigentini siamo) guarda avanti vasannò di catafotti ‘nterra” .

IL “CONTROLLORE”

Chiudiamo questa breve panoramica sui “tipi da corsa” con lui, il genio, l’elemento senza il quale l’allenamento non sarebbe lo stesso.

Colui che, in barba alle più elementari regole di educazione, del vivere civile, di “opportunità” e civiltà e anche di igiene, mentre corre……controlla che sia tutto al suo posto.

In che senso?

Si si, in quel senso.

Porta, con cadenza ritmica, le mani verso quello che potremmo banalmente definire “ l’ombelico del mondo”, “ il bastone della sua …giovinezza” ,“ il motivo di vanto sotto la doccia dopo il calcetto” per vedere se…si insomma… per vedere se è ancora lì, per assicurarsi che durante la corsa non sia caduto, scappato o azzannato da qualche cane randagio ( ricordiamoci che siamo ad Agrigento) .

E se il “tocco” attraverso il pantaloncino non lo rassicura fino in fondo (non stiamo parlando di Rocco Siffredi) allora infila la mano dentro “alla mutanna” per assicurarsi che il suo amico fedele non lo abbia abbandonato strada facendo.

Adesso che siete consapevoli di poter incontrare “tipi” così, cosa aspettate ancora? Allacciate le scarpette e andate anche voi in giro a catturare i particolari dei podisti più stravaganti.