Nanetta corridora, “I veri campioni”




Ci sono considerazioni che la mente elabora in momenti particolari.

Nascono così spontanee.

Poi ci rifletti ed è davvero così, d’un tratto prende nome ciò che da sempre abbiamo avuto davanti agli occhi.

È così, d’un tratto, ho rivisto e riconsiderato,il concetto di “veri campioni” riferito allo sport.

Nei giorni scorsi ho visto sui social la celebrazione di un campione, di cui non farò il nome, dagli indiscutibili successi sportivi.

Tutti sono stati prontissimi a saltare sul suo “carro” adesso che è all’apice del successo.

Ciò che mi ha colpito in particolare è stato quanto ha scritto una persona, che vive di sport, e che riferendosi al campione in discussione lo ha annoverato tra “i veri campioni”.

Nessuna obiezione sui traguardi nell’atleta ma , ad essere sincera, il mio cuore e la mia mente mi hanno suggerito altro.

Ho pensato a tutti noi sportivi amatoriali, che incastriamo gli allenamenti tra il lavoro, la famiglia, i bambini, la casa e la spesa.

A noi che…nessuno ci paga per fare sport e al contrario siamo noi a tirare fuori i soldi per le gare, per l’attrezzatura, per le iscrizioni alle società .

A noi che…..la sera prepariamo tutto perché al mattino, con ancora i segni del cuscino sulla faccia, andiamo a correre perché poi si lavora.

A noi che …non c’è il fisioterapista che ci aspetta a casa dopo le fatiche, che se c’è tempo facciamo giusto un po’ di stretching e poi di corsa a badare alla cena e al resto.

A noi che….mentre corriamo pensiamo alla lista della spesa, che dopo aver sistemato tutti ci mettiamo a stirare e pulire perché alle cinque tornando dal lavoro siamo andati ad allenarci e non abbiamo fatto in tempo.

A noi che….iniziamo la settimana cercando di incastrare tutto , suddividendo gli allenamenti di nuoto e di corsa ( ma anche di bici), che guardiamo le previsioni meteo ma non demordiamo se piove perché “ ok porto il k-way” .

Ieri ero in ufficio, erano quasi le cinque della sera.

Dalla finestra iniziava a filtrare la luce dei lampioni.

Le colleghe passando per andare a casa commentavano la cena che avrebbero preparato e il film che avrebbero visto in tv.

Io la cena l’avevo preparata la mattina presto e di sera non avrei visto niente in tv perché mi toccava stirare .

Perché? Perché dopo il lavoro sarei andata ad allenarmi, giorno di ripetute!

E il buio? E il freddo? E la voglia di andare sul divano ed avvolgersi con un plaid caldo?

Per il buio c’è la luce frontale, per il freddo il giusto abbigliamento e per il resto…una grande , ma grande, buona volontà.

Ecco perché, con il dovuto rispetto per gli sportivi professionisti, i VERI CAMPIONI siamo noi amatori.