“Non possiamo lasciarli soli”, la petizione approda in Parlamento




Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Antonella Zammito, insegnante e mamma di un bimbo con grave disabilità. Nei mesi scorsi, lei ed altre colleghe nelle stesse condizioni, avevano lanciato una petizione on line per sollecitare il governo a trovare soluzioni per chi è assegnato in servizio in sedi lontane.
L’iniziativa, denominata “Non possiamo lasciarli soli” ha ottenuto oltre 14mila firme virtuali.
Ecco il testo della lettera:

Cari sostenitori,

grazie alla vostra adesione, siamo liete di aggiornarvi sui progressi che stiamo registrando con la petizione “Non possiamo lasciarli soli” http://www.progressi.org/lasciatisoli rivolta a Governo e Parlamento.

La petizione – lanciata dalla scrivente insieme ad un gruppo di mamme-docenti con figli disabili gravi, assegnate a sedi di servizio lontane – è stata consegnata e accolta favorevolmente lo scorso maggio dalla Commissione Lavoro della Camera che ha inserito il nostro appello nel parere sulle modifiche al Testo Unico del Pubblico Impiego.

Abbiamo chiesto la possibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro, di non essere più sottoposti quotidianamente di fronte alla terribile scelta se andare a lavorare o assistere il proprio figlio disabile grave e quindi abbandonarlo.

Lo scorso 21 giugno anche il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli e le Organizzazioni Sindacali della Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unamas hanno recepito la nostra accorata richiesta di essere assegnate, anche in soprannumero, in scuole del comune di ricongiungimento ai nostri figli disabili bisognosi di assistenza h.24 perché “non possiamo lasciarli soli”.

Miur e Sindacati nazionali della scuola hanno infatti sottoscritto una dichiarazione congiunta allegata alla pre-intesa per il rinnovo del contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per il 2017-2018 di tutto il personale della scuola.

La dichiarazione congiunta rappresenta un impegno delle istituzioni e una prima importante vittoria per noi: porterà, di concerto anche con il Ministero per la Semplificazione della Pubblica Amministrazione, ad individuare un’adeguata soluzione normativa rivolta ad impedire il disgiungimento familiare di Stato.

Si legge inoltre che “in attesa che ciò si concretizzi, il Ministero della Pubblica Istruzione si impegna comunque ad adottare, di concerto con gli USR, tutti gli utili interventi possibili da porre in essere a normativa vigente”. Questo significa che per l’anno scolastico 2017/2018 nella domanda di assegnazione provvisoria o utilizzazione che scadrà il 20 luglio 2017, tutti i genitori-docenti con figli non autosufficienti indicheremo come sede di servizio le scuole ubicate nel comune di residenza del figlio bisognoso di assistenza continua.

Grazie di cuore per averci sostenute e per aver creduto in questa campagna. Continueremo ad aggiornarvi sui prossimi passi.

Antonella Zammito e le altre docenti-mamme di figli disabili