“Percorsi d’amore”: grande successo alla Valle




Da un’idea di Giò Di Falco è nato uno spettacolo all’insegna dell’amore che ha unito un affiatato gruppo di artisti e operatori culturali impegnandoli in una serie di performances che hanno incantato il pubblico. Una sabato sera indimenticabile, quello di ieri 26 agosto, che sullo sfondo del suggestivo Tempio di Giunone ha offerto una rappresentazione coinvolgente e accattivante, in grado di valorizzare la fluidità dei sentimenti con parole, musica e movimenti avvolgenti che hanno emozionato e catturato l’attenzione dei numerosi presenti.

L’evento, sul tema “Percorsi d’amore”, è stato organizzato dall’Associazione Terzo Millennio con la qualificata regia di Raimondo Moncada il quale, attraverso un percorso metodologico, è pervenuto alla scelta dei brani per poi accedere allo studio dell’espressività corporea, dall’analisi del timbro, del colore, del tono e del volume della voce per giungere alla lettura espressiva e alla interpretazione di personaggi e situazioni capaci di raccontare l’amore ideale, romantico, illuso e disilluso, attraverso l’uso combinato di diversi linguaggi artistici (poesia, teatro, musica e danza) in una costante ricerca di armonia e contrasti. L’intuizione del regista ha creato una prospettiva di movimenti legati alla suggestione del tessuto conduttore ricco di intrecci, proiettando il pubblico in un’atmosfera di attenta riflessione sull’amore nella sua accezione più nobile ed eterea. Il tutto in un recital ricco di stralci e di confessioni, di brani, di lettere e poesie sull’amore: dalle lettere di Marta Abba e Pirandello ai versi di Pessoa e Neruda, dai brani di Gibran alle poesie di Margherita Biondo, Francesco Iacovino e Francesco Riggio. Il tema universale dell’amore è approdato sul palcoscenico con lo struggimento e l’imprevedibilità dei sentimenti, lo sconvolgimento della passione, l’alchimia magica dei rapporti umani, in un crescendo emotivo di indubbio impatto creato da Lucia Alessi, Susanna Amico, Margherita Biondo, Salvatore Di Salvo, Salvo Preti, Francesco Riggio e dallo stesso regista Raimondo Moncada che ha condotto la serata con interpretazioni e letture fuori campo. Di particolare impatto il recital di tre ragazzi dell’Associazione Acuarinto (Mohamed Lamine, Alì Ahmed, Bojang Ansumana) provenienti dal Gambia, dal Senegal e dall’Afghanistan, i quali si sono cimentati in una emozionante performance sui versi di Gibran ricordando che l’amore non ha barriere spaziali. I brani e le letture sono stati accompagnati dai movimenti coreografici  di Giada Attanasio. Le musiche, anche con apprezzati assoli, sono state eseguite da Angelo Sanfilippo e Salvatore Sciacca. L’audio e le luci sono stati curati da Christian Vassallo e la fotografia da Francesco Novara.

Tutti con professionalità e garbo hanno contribuito a rendere un’ode all’amore nelle sue tante sfaccettature, anche in quest’epoca di mercificazione dei sentimenti. Giò Di Falco ha, infatti, sentito con forza e responsabilità l’esigenza di avvicinarsi a questo ampio tema per tentare di indagare il suo valore universale, la sua complessità, i suoi contrasti, anche i lati più ruvidi, in modelli di comportamento umano. Tra le emozioni dell’amore ideale, platonico o reale, sono difatti emerse anche quelle dell’amore malato che crede di far coincidere il sentimento col possesso per cui si diventa padroni dell’oggetto d’amore al punto da portarlo a togliersi la vita come nella splendida performance di Lucia Alessi. Ma ciò che è emerso è soprattutto un amore tenero, devoto, nostalgico, quello che ci accompagna per tutta la vita, quello che ci fa rivivere la bellezza della persona amata anche quando il tempo ha lasciato le sue tracce. La serata è stata conclusa con l’attribuzione del premio “Percorsi d’amore” alla madre del poeta Francesco Iacovino, scomparso prematuramente all’età di 27 anni, la quale ha speso parole significative e profonde. Il premio è stato consegnato dallo scrittore Pascal Schembre. Una serata all’insegna della commozione e dell’emozione che ha coronato con soddisfazione i trenta anni di attività artistica di Giò Di Falco.