Porto Empedocle in crisi, intervento dell’ex presidente del consiglio Troja




L'avvocato Luigi Troja

La maggior parte dei Comuni siciliani versa in gravi difficoltà economiche, con un bilancio 2016 approvato in ritardo, e con quello relativo al 2017 ancora da approvare anche a causa della mancata approvazione del bilancio regionale e dall’assenza di dati sui trasferimenti regionali.

Tra questi Comuni rientra anche Porto Empedocle che, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, respira ancora affannosamente, e l’ossigeno manca quasi del tutto. Infatti, nella cassa del Municipio in via Roma i ragionieri contano attualmente solo 15mila euro, a fronte di 420mila euro che servirebbero per pagare i 155 dipendenti comunali, che questa mattina hanno scioperato ancora una volta davanti al palazzo di città perché da poco più di due mesi non percepiscono lo stipendio.

Sul punto interviene l’ex presidente del Consiglio comunale di Porto Empedocle, l’avvocato Luigi Troja che afferma: “Quale ex Presidente del Consiglio Comunale di Porto Empedocle non posso esimermi dall’osservare in quale drammatica situazione versi il mio paese, governato da un’Amministrazione assolutamente incapace di affrontare le emergenze, senza autorevolezza e senza specifiche competenze, una Sindaca ed una Giunta bravi solo a giocare allo “scarica barile”, ad attribuire ad altri le responsabilità e senza assumere sulle proprie spalle il governo della città che il voto popolare gli ha affidato.
Serietà imporrebbe alla Sindaca di governare assumendosi piena responsabilità, non piagnucolare dicendo solo “io non c’entro niente”.
I dipendenti comunali da tre mesi non percepiscono lo stipendio; i lavoratori del Comune, che sono una delle nostre risorse, vengono vilipesi ed oltraggiati da molti adepti della sindaca; anziché esprimere ai lavoratori ed alle loro famiglie la massima solidarietà ed impegnarsi con tutte le forze per garantire i loro diritti, passa l’idea che lo stipendio mensile sia una concessione e non un diritto costituzionale. Senza se e senza ma dico a gran voce che i dipendenti comunali e le loro famiglie vanno tutelate: la sindaca deve farsi carico dei loro problemi e trovare la soluzione senza usare belle e vuote parole;
I locali del Comune da tre mesi non vengono puliti. L’attuale situazione igienico-sanitaria del Comune è agghiacciante. Purtroppo l’Amministrazione Comunale non riesce neppure a “far pulire i cessi” del palazzo di Città: anche per questo scarichiamo il barile sulle spalle di altri?
Mi aspettavo che la Sindaca Carmina pacificasse il paese e favorisse una buona amministrazione, ma mi accorgo che, purtroppo, il massimo che ci possiamo aspettare è vegetare in attesa della fine di ogni speranza. L’idea del messaggio “tanto peggio, tanto meglio” rappresenta il fallimento di ogni buon vivere civile.
Faccio appello alla buona politica, al Sindacato, ai cittadini volenterosi, di riscattarsi e ristabilire a Porto Empedocle la speranza di ripianare un Comune al collasso.
Non sarà facile ed io stesso oltre 4 anni fa avevo annunciato, purtroppo inascoltato, dove saremmo andati a finire. Adesso però non è più il tempo delle cosiddette vendette politiche per le quali, nel tutti contro tutti, al governo vanno gli incapaci e la città sta a guardare.
La Sindaca e la sua Giunta facciano una seria analisi politica e di coscienza e riferiscano in un confronto aperto e pubblico con la città quali sono le soluzioni che prospettano.
Non si può vegetare per altri 4 anni.”