A Porto Empedocle un nuovo centro di accoglienza per minori: scontro Carmina-Caci




Porto Empedocle

Centro di accoglienza “a sorpresa”, il sindaco: “Mi opporrò in tutti i modi”
A Porto Empedocle, monta la polemica tra sindaco e presidente del consiglio. L’oggetto della disputa è l’apertura di un nuovo centro d’accoglienza a pochi passi da via Roma.
Il sindaco Ida Carmina, utilizzando il proprio profilo Facebook, ha promesso una dura opposizione all’apertura di un nuovo di accoglienza che ospiterà 43 minori non accompagnati in paese.
Secondo il primo cittadino, “nessuno ha saputo indicare chi avesse consentito questo ingresso in città, su disposizione di quale Prefettura o Questura della Sicilia si sia ‘utilizzato’ il martoriato territorio empedoclino”, tutto ciò in “uno dei momenti peggiori della storia del Paese – ha aggiunto Carmina – grazie alle macerie ereditate dalla gestione passata, ed è una polveriera in cui si registrano forti tensioni sociali, come ripetutamente evidenziato su scala nazionale, anche attraverso la recente intervista su Rai 1 e come testimoniato dalle numerose manifestazioni e proteste intervenute durante l’anno”.

“Ciò era stato più volte evidenziato alla Regione Sicilia e nelle sedi opportune, – ha spiegato ancora il sindaco – al prefetto di Agrigento ed in ultimo alla riunione del Comitato dell’Ordine e dela Sicurezza Pubblica in cui si era disccusso il problema, consegnato il documento approvato dal Consiglio Comunale che ha espresso la volontà di Porto Empedocle di non accettare al momento nuove sistemazioni di immigrati nel nostro territorio e, comunque, non in pieno centro ed in zone sensibili vicino alla scuole elementari e medie”.

Alla sindaca risponde la presidente del Consiglio Comunale, Marilù Caci che replica: “Non posso non rimanere basita nel leggere le dichiarazioni rese dal nostro primo cittadino con riferimento alla vicenda del centro di accoglienza per migranti.
Ancora una volta viene fornita ai cittadini una informazione non rispondente al reale accadimento dei fatti.
Non solo il Sindaco era perfettamente a conoscenza che i migranti sarebbero arrivati in città nel giro di pochi giorni, ma non ha fatto nulla – ma proprio nulla – per osteggiare preventivamente l’apertura della struttura in pieno centro.
Nel corso della conferenza capigruppo e del Consiglio comunale, da me convocati per affrontare la problematica, sono state molteplici le richieste formulate sul punto e rimaste totalmente disattese.
Avevamo suggerito un incontro con il Prefetto ed esortato il Sindaco ad instaurare un dialogo con l’Assessorato Regionale preposto al rilascio delle autorizzazioni.
Ma soprattutto, nel corso della conferenza capigruppo, avevamo ammonito il Sindaco dal rilasciare il nullaosta che gli uffici comunali devono trasmettere all’Assessorato Regionale affinché venga emesso il Decreto autorizzativo per l’apertura del centro.
L’intenzione era quella di avere a disposizione più tempo per poter discutere con tecnici su eventuali difformità che legittimassero il diniego del nullaosta.
Ebbene, nel corso del Consiglio comunale, con nostro stupore, il primo cittadino informava la sottoscritta e tutti i consiglieri che il suddetto provvedimento era stato concesso dal responsabile dell’ufficio a sua insaputa.
Vanificando così il nostro lavoro ed ogni altra iniziativa che avremmo voluto intraprendere.
Alla luce di quanto detto trovo deprecabile e squalificante che il nostro Sindaco, nel tentativo di deresponsabilizzarsi, abbia deciso di indossare la fascia tricolore ed inscenare una protesta a tratti pirandelliana.
A tal proposito, ricordo a me stessa che il Sindaco, nell’esercizio del suo ruolo, è un Pubblico Ufficiale preposto alla sicurezza e alla salute pubblica.
Se avesse ritenuto che in quel momento si stesse arrecando nocumento alla collettività avrebbe potuto concretamente esercitare i poteri di cui dispone.
Il problema mai risolto purtroppo è sempre lo stesso: un modus agendi che palesa una totale incapacità amministrativa ed una mancanza allarmante di dialogo tra il primo cittadino e qualsiasi altra autorità o istituzione.
È veramente sfiancante assistere ad una politica posticcia ed amatoriale che trova, ancora una volta, il suo peggiore campo di espressione nei social network.
Un uso sbagliato e smodato di cui il Sindaco Carmina ha – sin dai primi giorni della sua sindacatura – enormemente abusato.
Esorto il primo cittadino ad elevare il suo modo di fare politica e di intervenire su questa problematica in modo efficace e con iniziative concrete” conclude la Caci.