Chi ha paura del referendum?




rigassificatore1Gli agrigentini potranno pronunciarsi e dire finalmente cosa ne pensano del rigassificatore, se lo vogliono oppure no.
C’è la consultazione popolare. Tutti dovrebbero andare a votare.
In  pochi, sempre gli stessi, hanno  contestato  il ricorso a questo  “referendum”.
“Costa troppo”,secondo una tesi sostenuta  fra l’altro da Alleanza azionale, quando la delibera sul referendum  approdò, per essere  bocciato,  in consiglio  comunale.
Utilizziamo questi  soldi, disse quel giorno qualcuno  per  altri scopi, per altre  finalità.
Insomma è come se si proponesse  di eleggere il sindaco per sorteggio. Tutti  in piazza Cavour. Mettiamo i nomi dei candidati nell’urna  e vediamo  chi è il fortunato che guiderà la città.  Ed il tutto per risparmiare  i soldi delle elezioni.
Una provocazione, un paradosso per dire  solo che il referendum, o meglio la consultazione popolare, a costi pure ridotti, è uno  straordinario  strumento  che la democrazia mette a disposizione  dei cittadini, per dare loro la possibilità di esprimere il parere  su una  materia, sua una problematica  che coinvolge un’ intera comunità.  Anche se costasse qualcosa in più di quanto sta costando, ne varrebbe sempre la pena. E il “caso rigassificatore”  è uno di quegli argomenti che  merita  sicuramente   di essere portato all’attenzione della gente.
“Ma tanto, sostiene qualcuno,  non ha alcun valore giuridico. Anche  se  vincessero  i NO il rigassificatore  si farà lo stesso”.
Vabbè, sarà pure così. Ma perché questa gente ancora oggi continua  avere tanta paura del “referendum”.  Lo hanno sempre avversato, ostacolato, combattuto.
Non lo hanno fatto fare a Porto Empedocle ?  Hanno fatto di tutto per non farlo svolgere ad Agrigento. Quando invece sarebbe stato certamente   più democratico non osteggiarlo e non avere alcun timore del confronto, per dare poi, come avviene appunto in democrazia, la parola ai cittadini. Sul rigassificatore sta invece accadendo  il contrario: un gruppo di pochi, anche se ben agguerrito, vuole imporlo  ad una intera provincia.
Il sindaco Marco Zambuto, assieme a tanti altri,  si è intestato  questa  iniziativa.  C’è pure un ricorso pendente davanti al Tar e non è detto che  l’esito, come qualcuno vuole lasciare intendere,  sia scontato..
Ora però  bisogna  andare a votare. Ognuno esprima liberamente la propria opinione.  Metta la croce  sul “SI?” o sul “NO”, ma vada  a votare. Se dovessero  vincere i “No” non  ne se potrà non tenere conto.
Anche nel silenzio, imbarazzante, della politica, dei tanti leader agrigentini, siano essi  deputati o senatori, assessori  o ministri. Perché hanno tanta paura di prendere  pubblicamente  posizione? Su, coraggio. Dite alla gente come la pensate su un rigassificatore  che  ha avuto un iter degno del migliore Superman: più veloce della luce.