Rino De Laurentiis e la Fortitudo Moncada si separano




Arrivato ad Agrigento nell’estate del 2012, il giocatore biancazzurro ha messo in fila successi e gioie. Un lungo viaggio che si conclude con un abbraccio ed un lungo in bocca al lupo, per un giocatore che ha portato con onore il biancazzurro addosso. “Ringhio” saluta la sua gente e lo fa con una lettera aperta.

LA LETTERA APERTA

Non sono uno scrittore, non sono un parlatore, a dirla tutta evitavo anche di andare in conferenza stampa (scherzosamente), perché pensavo di portare sfiga. Proverò ad essere serio, anche se non so davvero da dove cominciare.

Nelle ultime settimane ho riflettuto molto sul mio futuro, avevo una decisione molto importante e complicata da prendere. Sono state settimane, soprattutto le ultime due, veramente impegnative e combattute. Mi sono guardato dentro e ho ritenuto di dovere fare questa scelta, difficile ma importante per me e per il mio futuro: quella di non proseguire la mia avventura in maglia biancoazzurra, scegliendo un’altra strada che mi porti verso una nuova esperienza di lavoro e di vita.

Cambiare sarà difficile, molto difficile, com’è difficile già adesso immaginarmi altrove rispetto ad un posto come Agrigento che per me è casa.

Qui ho trascorso cinque anni fantastici, che non avrei mai pensato di vivere. Sono arrivato che avevo 19 anni, quindi quelli trascorsi sono stati per me anni di crescita professionale e tecnica, ma soprattutto umana; sono arrivato che ero un ragazzino e vado via da uomo, con un bagaglio enorme, carico di esperienze, miglioramenti e affetti.

Per questo non posso che ringraziare tutti. Devo molto al Presidente Moncada che mi ha accolto e fatto sentire a casa, al direttore sportivo Cristian Mayer per avermi spronato e dedicato tanto tempo, al coach Franco Ciani per avere fatto di me un giocatore, a tutta la società, per il lavoro che è stato fatto con me e su di me, e perché oggi sono una persona sicuramente diversa rispetto a quando sono arrivato.

Preferisco non fare ringraziamenti particolari, perché servirebbero troppe pagine per includere tutte le persone alle quali dovrei dire grazie e non voglio dimenticare nessuno.

Non riesco davvero a scegliere, a isolarne solamente pochi ricordi, posti o persone che mi hanno aiutato a crescere e diventare ciò che sono oggi. Sono felicissimo per i traguardi raggiunti in ognuno di questi cinque anni insieme alla mia squadra. Abbiamo sempre dato il massimo e probabilmente abbiamo raggiunto il massimo di quello che potevamo fare. Certo, resta l’enorme rammarico di essere arrivati a un passo dalla Serie A, due anni fa. Naturalmente, però, conserverò soprattutto i momenti belli, come la promozione dalla A2 Silver, le cavalcate nei playoff, le tante vittorie.

Lascio Agrigento con la consapevolezza che rimarrà sempre nel mio cuore, che sarà sempre e comunque “come casa” e che sicuramente tornerò perché al di là dello sport ci sono legami quì per me che niente e nessuno potrà mai spezzare.

So già che sarò di nuovo qui il prima possibile a salutare tutti quelli che mi hanno accolto facendomi sentire uno di loro, giocatore, figlio, amico e fratello.

Ciao picciò, a presto

Ringhio #13