Sindacati: “Ancora una volta la politica non fa squadra, l’autonomia siciliana è una festa di tutti, non un momento autocelebrativo per pochi”




Le Segreterie Confederali agrigentine di Cgil-Cisl-Uil, rappresentate da Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, intervengono sulla giornata di oggi che celebra la Festa dell’Autonomia Siciliana, il 72° anniversario, alla presenza dei massimi rappresentanti del governo regionale nella cornice della Valle dei Templi di Agrigento.

I tre sindacalisti continuano:

“Non è la prima volta che la politica, in manifestazioni importanti che possono essere motivo tra l’altro di confronto con le parti sociali per discutere delle difficoltà oggettive che vive questa provincia, evita di invitare i rappresentati sindacali del territorio.

Dobbiamo constatare, nostro malgrado, che questo atteggiamento e questi comportamenti non premiano l’autorevolezza del governo in carica.

Già in altre occasioni, vedi il Patto per il Sud, o in altri incontri più o meno ufficiali, si è voluto non invitare alle manifestazioni le organizzazioni sindacali; francamente non ne comprendiamo le motivazioni.

Infatti a oggi i risultati che può rendicontare la politica è sotto gli occhi di tutti: una debolezza e uno stacco con il Paese reale, che si riverbera tra la gente, per le mancate risposte politiche e sociali che amplificano la crisi e la rabbia dei siciliani che non vedono alcuna azione incentrata allo sviluppo e alle opportunità lavorative.

Per questo, non possiamo che affermare con assoluta certezza che in Sicilia e nella provincia agrigentina tutte le emergenze sociali, economiche e lavorative, vedono la latitanza della politica e, invece, trovano se pur con mille difficoltà come unico baluardo sul territorio il Sindacato.

Le tante vertenze aperte e quelle che purtroppo si stanno aprendo (in ultimo quelle di Girgenti Acque con il piano di dimensionamento del personale) non trovano alcuna interlocuzione – come del resto in altre occasioni analoghe – un giusto intervento del Governo con le crisi aziendali ed economiche nella provincia agrigentina; un cahier de dolèance veramente lungo che non ha trovato un esecutivo pronto a tamponare e risolvere le vertenze in corso con conseguenze nefaste per i lavoratori.

Noi vogliamo sperare ancora una volta che da parte della politica ci sia un atto di contrizione e si passi a una nuova fase propositiva, costruttiva e ricca di risultati positivi che oggi purtroppo non vede nessuno, mettendo al centro dell’interlocuzione il sindacato che ha contezza, rappresentatività e un ruolo sociale sul territorio che non può essere sminuito da nessuno.”