Vincenzo Cosco, i media danno per certo il suo arrivo ad Agrigento




“Nuova avventura per mister Vincenzo Cosco: l’ex tecnico di Torres e Andria Bat è pronto a ripartire da una Big di Serie D. Lo vuole l’Akragas (girone I). Nelle prossime ore la fumata bianca”. E quanto scrivono i colleghi di TuttoLegaPro, a quanto pare molto informati. Ma chi è Vincenzo Cosco?
Nato a Santa Croce di Magliano il 12 gennaio del 1964, Vincenzo Cosco chiude la carriera da calciatore (all’attivo anche la C con la maglia del Castel di Sangro) a Campobasso. Dopo aver sconfitto un brutto male inizia l’attività di allenatore alla Turris, la squadra del suo paese. Due secondi posti dietro Campobasso e Isernia frutto di calcio champagne, ma condizionati da sei punti all’anno persi a tavolino per distrazioni societarie. Nel 1998 passa al Bojano dove vince subito il campionato di Eccellenza, portando per la prima volta i biancorossi in serie D. Nel massimo torneo dilettantistico disputa prima un’annata di media classifica, poi retrocede.
Riparte dall’Eccellenza, ed è ancora primo con un Termoli che sbanca tutti i record. Alle falde del Matese ha come presidente Luigi Perrella, col quale manterrà un profondo rapporto di amicizia. Dopo una breve parentesi nell’Isernia di Pane passa alla Pro Vasto. Dalla zona retrocessione conduce i biancorossi ai playoff. L’anno successivo centra ancora gli spareggi, ha la meglio in finale contro il Bojano e viene ripescato in C. Passa però alla Val di Sangro. E ad Atessa dà vita a una travolgente scalata verso la C2, conquistata con ampio margine rispetto alle contendenti.
L’esordio tra i ‘prof’ è ottimo: la matricola terribile manca d’un soffio i playoff. Lascia l’Abruzzo e si trasferisce alla Paganese, in C1, ma si dimette dopo tre giornate. Chiude la valigia e parte verso la serie A ungherese. Destinazione Sopron. La società fallisce e lui ritorna in Italia. Estate 2008. Arriva la chiamata del Gela. Campionato da vertice in C2, playoff e sfortunata sconfitta nella finale con il Pescina Valle del Giovenco. Lo scorso anno è subentrato in corsa alla Pro Patria, in Prima divisione, dimettendosi ad aprile. Particolare non di secondo piano: non è mai stato esonerato in carriera.

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