“La mia iniziativa – spiega l’esponente autonomista – nasce dal fatto che, da informazioni acquisite, le centraline risulterebbero ferme e chiuse da quasi un anno. L’ultimo bollettino, diffuso dal sito della Provincia Regionale di Agrigento, risale al marzo del 2013. Tenuto conto che il Comune, pur avendo l’obbligo di intervenire ai fini della prevenzione e della salvaguardia della salute pubblica, non si è ancora attivato – aggiunge Francesco Picone – mi è sembrato opportuno e doveroso, nell’esercizio del mio mandato, farmi carico di questa problematica che ha certamente una rilevanza sociale notevole. E’ infatti sacrosanto diritto di ogni cittadino sapere la qualità dell’aria che viene respirata. Diritto violato nella misura in cui risulta impossibile conoscere i tassi di inquinamento, in particolare in zone ove sono stati superati i limiti di polveri sottili, tecnicamente il PM10. Tra l’altro le Autorità Competenti locali non starebbero attualmente ottemperando ad un dispositivo di legge che richiama gli stessi ad un’attività di controllo sull’inquinamento atmosferico. Appare dunque improcrastinabile rinviare ulteriormente la riattivazione delle centraline di monitoraggio dell’aria, aspettando ipotetici finanziamenti” – conclude Francesco Picone.