
Un lavoro, dicevo, che probabilmente non veniva fatto con questa portata da chi ha amministrato Agrigento negli ultimi anni. E’ vero, siamo nel periodo così detto “luna di miele” tra gli elettori e l’eletto ma, da quel che ricordo, non si sono mai viste tutte queste attenzioni e cure, quasi maniacali, per le nostre strade. E’ giusto così, ben vegnano e che siano sempre presenti e sempre di più. Se una città come Agrigento desidera essere meta per ogni turista, deve mantenere il giusto decoro perchè lui rimanga: turi-sta, altrimenti lo avremmo chiamato turi-va (citazione da spettacolo di Ficarra e Picone di alcuni anni fa).
Si è cominciato bene, con lavori di “scerbatura” (ma anche “diserbatura” sarebbe andato bene) ma, ultimamente, si sta prendendo una brutta piega: non la si può chiamare “discerbatura”, Dante si starà rigirando nella tomba ma i Treccani, vivi, abbaiano parecchio.

Il sindaco mi vorrà scusare, penserà “questo ce l’ha con me” ma non è così, anzi, tanto di cappello al lavoro fatto sin dall’inizio del suo mandato. Da cittadino, vigile, sto attento a tutto ma ogni tanto, non avendo nulla di cui lamentare (oddìo, ce ne sarebbe ma non è corretto in questo momento, una cosa alla volta), lo tiro in causa per una piccola correzione ai suoi post.