Ernesto Russello, il direttore sportivo che ha traghettato l’Akragas da settembre alla retrocessione (suo malgrado), traccia un bilancio della stagione appena trascorsa. Una riflessione a voce alta e a mente fredda, raccolta in esclusiva dalla nostra redazione, carica di delusione e amarezza per come il campionato è stato affrontato e concluso.
“E’ da molto tempo che vorrei parlare, rivelare il mio stato d’animo – dice Russello -. Sin da quando, tre anni fa, dopo la promozione in Lega Pro, io e Antonello Laneri siamo stati silurati dalla nuova proprietà. Dicevano che per il nuovo campionato ci voleva una gestione “più professionale”, e credo di poter affermare senza ombra di smentita, che la stagione appena conclusa è figlia di questa gestione professionale.”
Per Russello, insomma, è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
“Quando sono arrivato, a settembre – spiega Russello – in società non c’erano neanche i tacchetti di ricambio per le scarpe. Con cadenza quasi giornaliera piovevano decreti ingiuntivi per mancati pagamenti a grossi fornitori, pagamenti non effettuati nei due anni precedenti. E quando arrivava un’ingiunzione di pagamento, non si poteva fare altro che pagare. Addirittura – prosegue Russello – più volte si è rischiato di non poter andare in trasferta perché mancavano i soldi. E’ stata una stagione tragica, sotto l’aspetto fisico e mentale. Abbiamo dovuto passare più tempo in viaggio che sul campo di allenamento, abbiamo dovuto affrontare spese ingenti per onorare il campionato, giocare in trasferta tutte le partite senza introitare soldi dagli incassi o dagli sponsor è stata la vera causa del tracollo.
Le uniche entrate sono state rappresentate dai contributi della Lega per il “minutaggio”. A tal proposito, voglio ringraziare i mister Di Napoli, Criaco e Micciché perché mi hanno assecondato in tutto, principalmente nella formazione da mandare in campo al solo scopo di ottenere benefici economici. Devo ringraziare anche tutti i giocatori che hanno fatto sacrifici immani, sono dei veri professionisti e mi sono stati sempre vicini. Ma se non avessimo adottato certe decisioni, oggi non saremmo qui a parlare di imprenditori iraniani ed altro. L’Akragas sarebbe fallita già a dicembre.
Molti tifosi mi incontrano per strada o scrivono sui social chiedendo che fine abbiano fatto i soldi introitati dalla Lega. Intanto voglio precisare che si tratta di somme ingenti che purtroppo, e per fortuna, aggiungo, sono serviti per pagare tutti i debiti accumulati e i decreti ingiuntivi per cifre importanti addebitabili alla passata stagione. Se qualcuno pensa di potermi contraddire, sono disposto a confrontarmi pubblicamente davanti alla stampa ed ai tifosi.”
Poi Russello passa ai saluti: “Mi preme ringraziare i dipendenti della società: sono pochi ma sono stati tutti importanti. Mi riferisco ai magazzinieri, ai custodi, al dottore Taverna che mi ha sopportato e supportato anche psicologicamente, all’addetto stampa, al team manager, al segretario Francesco Filippazzo e a tutti i componenti del settore giovanile che hanno fatto un lavoro meraviglioso ricco di soddisfazione. Spero di non dimenticare nessuno.
Naturalmente un ringraziamento particolare va a chi, lasciando lavoro e famiglia per recarsi in medio oriente, ha dimostrato tutto il suo amore per l’Akragas. Parlo ovviamente dell’avvocato Enzo Caponnetto che ha lavorato e sta lavorando per concretizzare il passaggio di proprietà ai soci iraniani. A questi ultimi voglio dare un caloroso “benvenuto” da agrigentino e formulare un grossissimo “in bocca al lupo” per il futuro”, conclude Russello.